HBN - ProgettoBenessere

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Da B&G Business&Gentlemen

Il nuovo progetto marketing di Herbalife

 

05-10-2009 07:44


herbalifeUn colosso che conta due milioni di distributori sparsi in tutto il mondo e si prepara a una nuova strategia di comunicazione per andare oltre il traino del passaparola che da sempre caratterizza la cultura dell’azienda. Grande spazio avrà il tema della responsabilità sociale con la propria “Foundation”

Nata dal sogno di Mark Hughes, che nel 1980 fondò l’azienda con l’ambizioso obiettivo di aiutare le persone a stare meglio grazie a sane soluzioni nutrizionali, oggi Herbalife è un colosso che conta due milioni di distributori sparsi in tutto il mondo. La parola d’ordine è benessere e la strategia scelta per comunicarlo è da sempre la vendita diretta. Anche se l’azienda oggi, in controtendenza rispetto ad altre realtà, cerca di andare oltre il passaparola, investendo, come spiegato da Marco Brandolini, country senior director Italy & Balkans Herbalife, nel settore del marketing e della comunicazione.

Quanto è importante oggi per una realtà come la vostra investire in marketing e comunicazione?
E’ fondamentale per tre motivi specifici. In primo luogo perché in un periodo di recessione come quello che stiamo attraversando riteniamo che comunicare una seria attività di business sia di grande importanza per il nostro gruppo. Inoltre crediamo che la crescente e sempre più diffusa sensibilità verso temi quali il benessere rappresenti un’enorme opportunità per noi. Ma non solo: investire in marketing e comunicazione per Herbalife significa sensibilizzare e orientare l’attenzione anche verso un altro tema caldo e cioè quello della responsabilità sociale. A questo proposito Herbalife si sta dando da fare nel sociale con Herbalife Family Foundation, creata per aiutare l’infanzia “a rischio” attraverso una serie di organizzazioni dedicate ai bambini e attive a livello locale, nazionale e internazionale.

Herbalife negli ultimi anni si è avvicinata al mondo dello sport, diventando in Italia partner istituzionale dell’Inter. Quanto è cambiato il modo di comunicare dell’azienda?
Herbalife ha da sempre comunicato tramite la sua rete di vendita. Da qualche anno a questa parte, però, la comunicazione affidata ai distributori si affianca ad una comunicazione più istituzionale. Un esempio di quanto si sia evoluto il modo di comunicare dell’azienda è proprio la partnership con ll’Inter, avviata lo scorso anno per far conoscere qualità e professionalità di Herbalife: valori che abbiamo ritrovato anche in questa squadra e in linea con la nostra filosofia di promuovere una vita attiva e sana. Ma quella con l’Inter non è la sola collaborazione importante: la scelta di lavorare con Aida Partners Ogilvy Pr, che si occupa di relazioni pubbliche e marketing, è un chiaro segnale di quanto l’azienda miri a sviluppare una comunicazione efficace.

In un momento economico di particolare difficoltà come quello che stiamo attraversando Herbalife va in controtendenza e sceglie di investire in marketing e comunicazione. La crisi economica può quindi trasformarsi in un’opportunità per una realtà come la vostra?
In un momento caratterizzato da una congiuntura economica negativa Herbalife, con alcune decine di migliaia di distributori in Italia e un milione e novecentomila distributori in tutto il mondo, rappresenta prima di tutto un’opportunità di lavoro. E quello che noi facciamo è comunicare l’esistenza di una realtà in cui serietà e impegno sono ripagati. Farsi conoscere oggi diventa ancora più importante in quanto significa far sapere che esiste una realtà che oltre ad offrire prodotti di qualità, offre un’opportunità di lavoro seria e concreta.

L’azienda ha sempre puntato sulla vendita diretta. Quali sono le ragioni che ancora oggi vi spingono a puntare su questa strategia di networking marketing?
La vendita diretta offre un servizio dedicato al consumatore. Non dobbiamo infatti dimenticare che gli incaricati alle vendite sono prima di tutto dei consumatori e poi dei venditori. La strategia del passaparola non trova eguali in altri canali del marketing e oggi, in questo delicato contesto economico, il networking marketing si rivela ancor più vincente di ieri.

In che modo è cambiato il posizionamento del marchio nel corso degli anni?
Herbalife nasce come azienda per la commercializzazione di prodotti per la perdita di peso. Con il passare degli anni però il marchio è andato oltre e l’azienda oggi si è affermata come leader nel settore del benessere e della nutrizione sia interna, con la vendita di prodotti per la perdita e il controllo del peso, sia esterna, tramite la commercializzazione di articoli per la cura della persona. In pratica oggi Herbalife si occupa del benessere a 360 gradi e lo fa in ben settanta Paesi. Dal 2004 l’azienda è quotata a Wall Street e il suo business è ancora in crescita.

Per quanto riguarda il marketing e la comunicazione quali sono gli obiettivi per il 2010?
Abbiamo riconfermato l’intesa con l’Inter anche per la nuova stagione in quanto la partnership con la squadra ha centrato gli obiettivi di brand e notorietà che ci eravamo proposti. Anche per il 2010, quindi, lavoreremo per far conoscere il marchio seguendo la strada già intrapresa. Nei prossimi mesi, in particolare, ci impegneremo per far conoscere l’azienda e i suoi prodotti, in modo tale da rendere ancora più chiara la nostra mission sia a coloro che vogliono prendersi cura di sé in modo serio, sia a coloro che cercano un’opportunità di lavoro.

Ritratto azienda
Herbalife è nata a Los Angeles nel 1980, fondata da Mark Hughes con l’obiettivo di vendere sul mercato sane soluzioni nutrizionali. Avendo intuito l’importanza dei componenti botanici nell’alimentazione, Mark Hughes va in Cina con lo scopo di approfondire i rimedi naturali della tradizione orientale e al suo rientro negli Stati Uniti cerca finanziatori per realizzare il suo progetto. I primi integratori alimentari Herbalife vennero realizzati nei laboratori che producevano gli integratori per gli astronauti della NASA. Mark Hughes aveva così raggiunto il suo primo obiettivo: unire la filosofia nutrizionale orientale con la tecnologia scientifica nutrizionale occidentale. Nel 1980, appena fondata la società, Mark Hughes si mise a vendere personalmente i primi integratori alimentari che teneva nel bagagliaio della sua auto. Il successo dei suoi prodotti fu enorme, grazie anche alla scelta di non distribuirli tramite negozi ma solo attraverso dei consulenti nutrizionali che li utilizzassero in prima persona e che fossero fortemente motivati ad interessarsi al risultato dei loro clienti. Oggi, a distanza di 28 anni dalla fondazione, la multinazionale è presente in 67 paesi ed ha 40 milioni di clienti. E’ quotata a Wall Street ed ha raggiunto un fatturato di 3 miliardi e mezzo di dollari. Oltre ad offrire prodotti innovativi per raggiungere il benessere attraverso la scienza alimentare, la scienza dei supplementi e dei micronutrienti e la forza delle erbe come elementi nutritivi, si occupa della commercializzazione di prodotti energetici, per il fitness e anche per la cura della persona.

Testi di Desirée Cividini

Marco Gabardi by Herbalife

    No permission

lunedì, 26.10.09

"Spariamoci una Coca- Cola!!!‏

 Spariamoci una Coca Cola 8207
Ho trovato questo articolo sulla Coca-Cola..................tremendo!!!! 
  Moreno & Cristina    
   Cosa succede al tuo corpo se adesso ti bevi una Coca-Cola?

Vi siete mai meravigliati del fatto che dopo aver bevuto la Coca-Cola vi viene da sorridere? il motivo è che... vi sballa! Hanno tolto la cocaina dalla bevanda quasi un secolo fa. Sapete perché? Era ridondante.

 Nei primi 10 minuti: 10 cucchiaini di zucchero colpiscono il tuo organismo (100% della razione giornaliera raccomandata). La reazione immediata a questa dolcezza così eccessiva sarebbe il vomito ma ciò è impedito dal fatto che l'acido fosforico diminuisce il sapore permettendoti di mantenere la bibita nello stomaco
 20 minuti:
la tua glicemia schizza in alto causando un massiccio rilascio di insulina. Il tuo fegato risponde trasformando tutto lo zucchero che può "catturare" in glicogeno (zuccheri di riserva per il corpo) e grasso.
 40 minuti:
la caffeina è stata assorbita completamente. Le pupille si dilatano, la pressione del sangue aumenta e come risposta il tuo fegato rilascia altro zucchero nel sistema circolatorio. I recettori cerebrali dell'adenosina  si bloccano per prevenire la sonnolenza.
 45 minuti:
il corpo aumenta la produzione di dopamina stimolando il centro del piacere del cervello. E' lo stesso meccanismo di azione della cocaina.....
 >60 minuti:
l'acido fosforico lega il calcio, il magnesio e lo zinco nell'intestino, causando un ulteriore spinta al metabolismo. Inoltre le alte dosi di zucchero e la dolcezza artificiale aumentano l'escrezione urinaria di calcio.
 >60 minuti:
le proprietà diuretiche della caffeina entrano in gioco. E' ora assicurato che con le urine verranno eliminati il calcio, il magnesio e lo zinco che erano in realtà destinati alle ossa, oltre al sodio, a vari elettroliti e all'acqua.
 >60 minuti:
dopo l'eccitazione iniziale si avrà un crollo della glicemia. Potresti diventare irritabile e/o apatico. Avrai anche eliminato con le urine tutta l'acqua presente nella bibita, ma non prima di averla infusa con preziosi nutrienti che il tuo corpo avrebbe potuto usare per scopi fondamentali: idratare i tessuti, rafforzare le ossa e i denti.
Tutto questo sarà seguito nelle prossime ore da un crollo della caffeina. Ma....fatti un altra Coca-Cola, ti farà sentire meglio.

Nota: il nemico non è la "Coca-Cola"  bensì la

 combinazione di dosi eccessive di zucchero

unite alla caffeina e all'acido fosforico.

Questa combinazione la si può trovare nella

 maggior parte delle bibite gassate.

 

Bibliografia
Tradotto e adattato da healthbolt.net

wikipedia: zucchero
wikipedia: caffeina
Processed sugar can cause addiction and depression
Counting the many ways sugar harms your health
How caffeine affects the body
Tucker et al. American Journal of Clinical Nutrition, October, 2006, “Colas, but not other carbonated beverages, are associated with low bone mineral density in older women: The Framingham Osteoporosis Study.”

Articolo scritto dal Dr. Daniele Aprile
Ultima revisione 18/03/2008

Autore: molder68 Categoria: Progetto Benessere Ore: 06:02 Commenta

venerdì, 16.10.09

In Italia è allarme-obesità per i più piccoli

In Italia è allarme-obesità per i più piccoli      paginemediche.it

obesità infantileSi chiama Okkio alla salute ed è l’ultima e più completa indagine condotta dal Ministero del Welfare sulla forma fisica dei bambini italiani. L’analisi ha coinvolto 2.610 classi di diciotto regioni italiane e rappresenta la prima fotografia reale sullo stato di salute di circa 46.000 bambini delle scuole elementari.
I risultati? Su 100 bambini almeno 24 sono in sovrappeso e 12 soffrono di obesità. Un problema da non sottovalutare se si pensa ai rischi di salute di cui potranno risentire i bambini in età adulta. Le cause principali sono legate ad una scorretta educazione alimentare, alla vita troppo sedentaria e alla totale assenza – nella maggior parte dei casi – di attività fisica.
ruolo della donna nell'alimentazione della famigliaI bambini di oggi vivono, nella maggior parte dei casi, davanti alla televisione (si stima circa quattro ore al giorno in media), spesso non fanno colazione al mattino e, in molti casi, la merenda di metà giornata e lo spuntino del pomeriggio sono altamente calorici. Questo si riflette sulla salute dei più piccoli, che sempre più spesso scelgono prodotti non sani e non vengono seguiti davvero dai genitori, poco presenti ed impegnati con il loro lavoro. Il sottosegretario del Welfare Francesca Mariini chiama in causa le italiane: “Le donne giocano un ruolo-chiave per ciò che riguarda l’alimentazione della famiglia. Per questo motivo oggi va rivolto un appello a loro, perché intervengano per far mangiare in modo sano i figli, gli adulti di domani”. 
educazione fisica contro l'obesitàA questo si aggiunge una mancata attività fisica e il poco spazio che, a scuola, viene dato all’educazione fisica: due ore settimanali che spesso sono viste come una pausa dallo studio, ma che non impegnano seriamente i bambini in attività fisiche produttive ed utili. Secondo il sottosegretario, una delle soluzioni possibili è raddoppiare il numero di ore dedicate all’attività fisica e dedicare più spazio all’educazione alimentare.
L’indagine ha mostrato una situazione non omogenea in tutta la Penisola: più obesi al Sud, ‘in carne’ al Centro Italia e più in forma al Nord. La maglia nera è data alla Campania, con un tasso di obesità pari al 21%, mentre i dati migliori si sono riscontrati nel Friuli Venezia Giulia, con un tasso inferiore al 5%.
servizio mensa nelle scuoleUlteriore problema sono i genitori: quattro mamme su dieci non vedono come un problema i chili di troppo dei loro figli, anzi in molti casi non ritengono che la forma fisica dei propri figli possa costituire un problema di salute, sia nel presente che nell’immediato futuro. Per questo motivo è fondamentale che le buone abitudini partano dalla scuola, che deve educare e aiutare i bambini là dove spesso non arrivano i genitori. Si prevede, quindi, di migliorare il servizio-mensa nelle scuole (presente nel 64% degli istituti) offrendo ai bambini cibi più sani e meno calorici: “Occorre curare di più la qualità e la quantità degli alimenti per i nostri bambini, ed evitare l’eccesso di merendine piene di grassi e conservanti” ha concluso la Marini.
 
 
 

"Il fenomeno è relativamente nuovo in Europa, ma i dati dell'incremento di bambini in sovrappeso e obesi in Italia, è allarmante."
 
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http://generation-h.megablog.it/
 
http://blog.chatta.it/nutrizionista08/default.aspx
 
http://generation-h.megablog.it/forum/
Autore: molder68 Categoria: Progetto Benessere Ore: 22:22 Commenta

Addio spaghetti, gli italiani preferiscono gli integratori alimentari

Dal quotidiano online affari italiani.it

Addio spaghetti, gli italiani preferiscono gli integratori alimentari

Secondo gli studi emersi da una ricerca condotta dal sociologo Enrico Finzi, entro i prossimi tre anni i consumatori adulti di integratori alimentari e sostituti del pasto passeranno da 9 a 13,7 milioni, segnale del bisogno diffuso di recuperare un corretto rapporto con l’alimentazione e, più in generale, un migliore stile di vita, che lasci spazio a piccoli gesti quotidiani capaci di favorire anche il benessere psicologico

Venerdí 16.10.2009 17:40

Acquolina

“Gli italiani amano mangiare e bere bene come pochi altri popoli al mondo, eppure il 39% della popolazione adulta vive irresponsabilmente, il 44% in modo non salutare e il 31% ha uno stile alimentare catastrofico”. Il sociologo Enrico Finzi ha fatto del proprio intervento alla presentazione alla stampa della Barretta Formula 1, la novità Herbalife nel campo dei prodotti ipocalorici sostitutivi del pasto, il pretesto ideale per affrontare il controverso rapporto della popolazione italiana con l’alimentazione.

Le contraddizioni emerse, evidenziate dal Presidente di Astra Ricerche, risultano non in linea con la filosofia Herbalife, da sempre rivolta ad una nutrizione sana e bilanciata, integrata con vitamine, proteine, minerali e affiancata da una regolare attività fisica. “Dalle ricerche effettuate emerge che, in Italia, il favore per una sana ed equilibrata alimentazione, è rilevante, tanto che solo il 13% della popolazione tra i 18 e i 79 anni non dà ad essa grande importanza e addirittura solo il 4% è ostile al concetto stesso di equilibrio alimentare,” sottolinea il sociologo. “Tuttavia 15,8 milioni di italiani, ossia più di 1/3 della popolazione, lamentano valori ponderali troppo elevati. Ancor di più, 17 milioni di connazionali sostengono di sapere benissimo cosa dovrebbero mangiare, ma di non saper dire di no alle tentazioni.”

Il problema è dunque che, nel nostro Paese, l’ormai diffusa conoscenza dei benefici per il benessere e la salute derivanti da una corretta alimentazione resta ampiamente sulla carta. Una delle conseguenze della mancata messa in pratica di un equilibrato stile di vita, è dimostrato dal dato che attribuisce a quasi 10 milioni di adulti il consiglio del medico a seguire un corretto regime alimentare. “Ma anche qui sorge una controversia” - nota Enrico Finzi - “se è vero - com’è vero - che il 38% di quanti iniziano una dieta non la rispetta in tutto o in gran parte; in particolare gli uomini con un’età compresa tra i 25-34 anni e i 55-64 anni e con un reddito e titolo di studio inferiore alla media”.

Quel che emerge dagli studi svolti è che esiste un legame pressoché insolubile tra l’incontinenza degli italiani a tavola e un valido stile di vita. Infatti, solo il 16% della popolazione gode di uno stile di vita davvero virtuoso e salubre, lontano dalla fretta e dallo stress. Date queste premesse, non deve sorprendere che l’85% degli italiani conosca gli integratori alimentari e i sostituiti del pasto e che solo un soggetto su quattro non valuti i benefici di queste categorie di prodotto.

E’ significativo dunque che gli integratori e i prodotti ipocalorici vengano considerati dalla popolazione italiana come validi e, in alcuni casi, assolutamente indispensabili. In particolare, questi prodotti, agli occhi dei nostri connazionali, risultano essere utili non solo per ovviare a carenze di vitamine o sali minerali o quando si pratica un’attività sportiva, ma anche quando si ha un’alimentazione “sballata” (12,3 milioni), quando si è a dieta (11 milioni) e quando si vive una vita stressante (9,1 milioni). “Se non esistesse lo stress del vivere, se fossimo tutti bravissimi nel coniugare piaceri e doveri non avremmo bisogno né di integratori alimentari né di sostituti equilibrati e intelligenti dei pasti” ha concluso Enrico Finzi.

“Ma vivere è faticoso e molti di noi debordano a tavola, ragion per cui taluni supporti, purché garantiti da seri studi, possono essere d’aiuto nella complicata ricerca di migliori equilibri di vita.” Esiste tuttavia uno stile di vita “ideale”, reso tale da una serie di piccoli gesti, indicati da medici e sociologi, che - se applicati al proprio modo di vivere - , sono in grado di favorire il benessere fisico e psicologico. Pensare positivamente al valore della propria famiglia, passare del tempo con i propri amici, così come riuscire a trovare del tempo da dedicarsi e far tesoro dei bei ricordi sono piccole “attività” che, se svolte con regolarità, possono contribuire alla conquista di un’esistenza più lunga e appagante.

Spesso però, la frenesia della vita quotidiana e la velocità con cui tutto deve compiersi limitano lo svolgimento di uno stile di vita ideale, incidendo negativamente sull’alimentazione oltre che sulla salute interiore. Per questo motivo, in Italia come in molti altri Paesi avanzati, si sente l’esigenza di ricorrere a prodotti che possano -in maniera corretta ed equilibrata - , sopperire alle carenze anche alimentari degli individui e garantirne comunque il benessere.

 

 

 

Marco Gabardi by Herbalife

Autore: molder68 Categoria: Progetto Benessere Ore: 04:18 Commenta

lunedì, 12.10.09

L’Italia è sempre più grassa !!!

Da corriere.it

  • In Europa l’obesità causa 124mila nuovi casi di cancro all’anno

SABATO 10 OTTOBRE E’ DEDICATO ALL’OBESITY DAY

In Europa l’obesità causa
124mila nuovi casi di cancro all’anno

Uno studio inglese stima l’incidenza dei tumori in base ai chili in eccesso. E gli esperti sottolineano: «Tutta colpa della dieta all’americana»

http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/09/07/pancia_b--180x140.jpg

 

MILANO I medici lo ripetono da tempo, ormai: sovrappeso e obesità fanno aumentare il pericolo di ammalarsi di tumore. Lo conferma ancora una volta uno studio presentato al Congresso Europeo di Oncologia che si è chiuso nei giorni scorsi a Berlino. Secondo Andrew Renehan dell’Università di Manchester (Gran Bretagna), almeno 124mila nuovi casi di cancro nel 2008 in Europa sarebbero provocati dall’eccesso di peso corporeo. Sotto accusa soprattutto le scorrette abitudini alimentari: abbondanza di cibi grassi, fritti, salati e piccanti, troppa carne, poca frutta e verdura. E il troppo poco sport, soprattutto fra giovani e anziani.

OBESITY DAY - L’Italia è sempre più grassa. La strategia per far dimagrire gli italiani è fallita: l’esercito di connazionali obesi e in sovrappeso conta 67 uomini e 55 donne adulti ogni cento e gli esperti invocano regole nuove, «per convincere queste persone che dimagrire non è impossibile, è solo difficile, ma con l’aiuto degli esperti giusti è un’impresa che tutti possono vincere». Così Giuseppe Fatati, presidente dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi), presenta l’Obesity Day, che si svolgerà in tutta Italia sabato 10 ottobre: «la giornata giusta per chiedere aiuto agli esperti e per ricevere un consiglio pratico». Quel giorno, infatti,molte Unità di Dietetica e Nutrizione Clinica ospedaliere e territoriali avranno porte aperte per suggerimenti e informazioni gratuiti, (per informazioni). Secondo le stime Adi, in Italia il 17 per cento degli uomini e il 21 per cento delle donne tra i 35 e i 74 anni è obeso, mentre il 50 per cento degli uomini e il 34 per cento delle donne è in soprappeso.

DIMAGRIRE, COM’E’ DIFFICILE - La prassi sembra essere questa: si prenota la visita dal dietologo, si rispetta la dieta per qualche settimana o si resiste pochi mesi e poi ci si arrende, perchè «dimagrire è impossibile». La via della dieta, insomma, è costellata di abbandoni. «I primi ad arrendersi sono i meno motivati – prosegue Fatati -: vogliono solo una linea migliore e arrivano a un paio di settimane. Poi quelli in sovrappeso, che pur avendo avuto la raccomandazione dal medico perchè stanno rischiando, non resistono oltre un paio di mesi. A sei mesi, poi, gettano la spugna anche gli obesi, 40 su 100 secondo un nostro studio, pur consapevoli che ictus e malattie cardiovascolari sono in agguato dietro l’angolo». Tutti in marcia, quindi, dopo delusioni e fallimenti, verso le malattie e verso scorciatoie di ogni tipo. Cresce allora la gran voglia di «palloncino» e della chirurgia bariatrica: sempre più giovani e donne, ma anche uomini over 40, alla ricerca di una seconda gioventù. Basta un dato per spiegare la folla corsa al bisturi, preferita da molti alla dieta: in Italia i centri di chirurgia bariatrica erano 9 nel 1999, ora sono 91. Eppure le operazioni sono utili solo quando c’è un’indicazione precisa, quando l’intervento rientra in un percorso studiato a tavolino con lo o gli specialisti e quando il paziente è davvero motivato, convinto a farsi seguire dal team medico anche dopo la chirurgia.

STUDIO INGLESE - Renehan, insieme a collaboratori olandesi e svizzeri, ha elaborato un sofisticato modello per stimare la proporzione dei tumori che potrebbero essere attribuiti all’eccesso di peso in 30 paesi europei. Utilizzando i dati di più fonti, compresi quelli dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Agenzia europea di ricerca sul cancro, i ricercatori hanno calcolato che nel 2002 (l’anno più recente in cui è stato fatto un censimento dei tumori in Europa) su un totale di 2.2 milioni di nuovi casi, oltre 70mila erano attribuibili a un indice di massa corporea (Bmi) superiore a 25. L’indice di massa corporea si calcola dividendo il peso (espresso in chili) per il quadrato dell’altezza (espressa in metri). Questo indice, oltre il 25 indica il sovrappeso, oltre il 30 l’obesità.

DONNE PIÙ A RISCHIO - I ricercatori hanno quindi fatto delle proiezioni di questi dati al 2008 tenendo in conto il mutamento nella distribuzione dell’indice Bmi della popolazione, il forte e improvviso calo nell’uso della terapia ormonale sostitutiva nelle donne (che aveva mascherato gli effetti dell’obesità nell’incidenza del cancro al seno) e il più ampio uso dello screening col Psa per il carcinoma prostatico negli uomini. In questo modo hanno estrapolato per il 2008 il numero dei casi di cancro attribuibili all’eccesso di peso, pari a 124.050. In particolare, negli uomini sarebbe dovuto a sovrappeso o obesità il 3,2 per cento delle nuovi diagnosi oncologiche, nelle donne l’8,6 per cento. Il maggior numero di nuovi tumori correlati all’obesità sarebbe quello dell’endometrio (33.421), seguito dal carcinoma della mammella post-menopausale (27.770) e da quello al colon-retto (23.730). Da soli, questi tre tumori rappresentano il 65 per cento di quelli attribuibili all’eccesso di peso.

COLPA DELLA DIETA «AMERICANA» - «Il tumore al colon-retto – ha commentato Roberto Labianca, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia agli Ospedali Riuniti di Bergamo - è la tipica neoplasia legata principalmente agli stili di vita e come tale colpisce prevalentemente i Paesi occidentali. Per questo è fondamentale agire sulla prevenzione primaria, intervenendo sulle abitudini alimentari fin da bambini, e insieme implementare i programmi di screening». Secondo l’oncologo, la dieta «all’americana» (grassi, fritti, troppa carne e cibi salati e piccanti e poca frutta e verdura) è la principale responsabile di questa forma di cancro, tanto che dei 40mila nuovi casi all’anno in Italia i due terzi si registrano al Nord, dove la dieta mediterranea è assai meno praticata che al Sud.

Vera Martinella
(Fondazione Veronesi)
09 ottobre 2009

Marco Gabardi by Herbalife

GRAZIE MARCO !!!
MA QUANTO LAVORO ABBIAMO ANCORA DA FARE.....?!
BUONA  SETTIMANA
VALERIA E STEFANO BOCINI
HERBALIFE > NUTRIRSI BENE X SENTIRSI MEGLIO >
WWW.ILMIOBENESSERE.COM
CEL.347.7358936
Autore: molder68 Categoria: Progetto Benessere Ore: 09:40 Commenta

STREPITOSE NOVITA' .......

- NUOVO PIANO MARKETING -
CHE DIRE .....UNA FIGATAAAAAAAAAAAA
IN ALLEGATO UNA BREVE DESCRIZIONE DELLE 3 PRINCIPALI  NOVITA'....
SE VISITI IL SITO bto TROVI GIA' PRESENTAZIONI E BROCHURE
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WHY HERBALIFE WHY NOW TOUR IN ITALIA!

Grande successo nelle prime 6 Tappe del Tour...

oltre 400 ospiti a Napoli, Montecatini e Torino!

169 ospiti Brescia

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( in allegato date e citta' )

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Herbalife Sponsor ufficiale del Valencia Calcio!

 

Un'altra grande sponsorizzazione nel mondo del calcio che aumenterà ancora di più la visibilità della nostra grande Azienda!

BUON OTTOBRE A TUTTI !!!
VALEESTE
Autore: molder68 Categoria: Progetto Benessere Ore: 09:22 Commenta